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A fine Aprile si è svolto come ogni anno il Nonantola Film Festival e come ogni anno ho partecipato assieme alla Digital Fly nel realizzare un cortometraggio. Come la tradizione Nonantolese vuole, ci sono certe regole da seguire.

In primis ci sono regole generali per tutte le troupe, quali:

  • Ripresa che si vede chiaramente Nonantola;
  • la durata del corto deve essere di massimo 4 minuti;
  • il cortometraggio e tutti gli elementi che lo costituiscono di video vanno fatti e consegnati a 4 giorni dal giorno del sorteggio del genere;
  • Viene sorteggiato un genere differente tra 8-10 disponibili con possibilità di cambiare il genere una sola volta.

A questo vanno ad aggiungersi delle variabili che ogni anno cambiano quali:

  • 2 oggetti obbligatori da utilizzare, quest’anno era il gomitolo di filato ed un disco in vinile;
  • una frase obbligatoria da dire: “che cosa abbiamo fatto per meritarci questo?”

Trovare la storia adatta

Il sorteggio ci ha donati il genere Fantascienza e siamo rimasti entusiasti perchè è un genere che per la troupe in sè dava molti spunti e possibilità di trovare molte idee… con precedenti di Star Trek, Star Wars, Blade Runner e tanti altri ancora, abbiamo ordinato un paio di birre in quel di Nonantola, la sera stessa del sorteggio. Nello stesso locale sono arrivate altre troupe, per cui l’atmosfera era troppo densa per poterci concentrare adeguatamente, magari ci potevano fregare l’idea, oppure prendere spunto da alcuni di noi che sparavano a raffica idee come degli UZI fiammanti. Spostandoci fuori il locale abbiamo potuto completare il nostro brainstorming con successo. Già io mi prefiguravo cosa poter inserire in base a cosa veniva detto, da un’astronave piantata sopra Nonantola citando a Day after Tomorrow o District 9, Visitors… alchè abbiamo variato genere fantascientifico, andando non sugli alieni, ma bensì su una ambientazione post-apocalittica, alla S.T.A.L.K.E.R. per citarne una, dove vedevano svariati elementi che si andavano a coniugare, tra cui il disco in vinile per il suo fascino vintage che sempre sortisce, accompagnato da un grammofono che uno della troupe teneva probabilmente in soffitta o in una cantina polverosa.

Le Location per le riprese

Il giorno successivo, in una bellissima giornata di sole ci siamo prodigati di cercare le location più adatte ed accessibili nei 4 giorni a disposizione. O meglio 2 giorni a disposizione, tenendo in considerazione quindi montaggio e post-produzione per non arrivare con l’acqua alla gola alla domenica, cioè il giorno finale della consegna. Volando il mattino subito verso le prime location, posti abbandonati o quasi, in stato decadente per dare quell’atmosfera giusta, dopo aver contattato amici e conoscenti vari, un gruppo di giocatori di ruolo live ci ha dato disponibilità ad usare il luogo e anche loro stessi come comparse all’interno del cortometraggio. Dopo aver guardato con attenzione il vestiario che hanno a disposizione, ne abbiamo selezionati alcuni che potevano essere ben sfruttati per rimanere sullo stile che ci eravamo dati. Man mano che vedevamo i costumi, le location e le disponibilità delle persone su cosa poter utilizzare o meno, l’idea prendeva sempre più forma, un po’ come il pizzaiolo che dalla palla di pasta man mano forma una bella pizza rotonda.

Gli animi erano trepidanti ma tesi, avevamo una bella idea e le cose dovevano incastrarsi nel modo migliore possibile in base alle disponibilità e alle tempistiche. La giornata di Giovedì passò al verificare chi ci fosse il giorno successivo, in base alle location trovate, agli abiti e questo ci permetteva di redigere con più precisione la storia. Devo dire che questo periodo dell’anno per me è quasi sempre pesante per tutti i piumini di piante che elargiscono con generosità, per cui a fine giornata mi trovavo con un mal di testa biblico e ho dato forfeit fino alla mattina successiva. Nel frattempo la sera del Giovedì fu creata tutta la storyboard, con tutte le inquadrature da utilizzare. L’idea aveva preso corpo in una forma precisa.

Le riprese

Il Venerdì fu il giorno dedicato interamente alle riprese. Al mattino a Nonantola che io saltai per iniziare a buttare giù le prime cose che potevo fare: dato che ci avevano dato disponibilità di un drone da utilizzare, ho creato in After Effects l’interfaccia utilizzando in gran parte Livelli Forma ed espressioni su Livelli Testo.

Skydome - UILe riprese quest’anno erano suddivise su 3 DLSR differenti: una 550D con obiettivi 17-50mm f:2.8 e il 50mm f:1.4, una 60D con gli obiettivi 18-135mm f4.5-5.6, 50mm f1.4 e un 35mm f2.8. Segue poi una 7D con un obiettivo 24-70mm f:2.8. A questi si aggiungono il microfono Rode NTG-2 su asta con registratore TASCAM DR-100 grazie ai quali il fonico ha potuto essere certosino e pignolo per ogni suono, parlato. Ci ha bacchettati e ripresi più volte…

Contemporaneamente le riprese proseguivano nelle vie e nel parco di Nonantola fino all’ora di pranzo,dove ci siamo potuti sentire per organizzarci ed andare nella location dove i combattimenti avrebbero avuto azione, e che quindi il come inquadrare l’azione per inserirci in post-produzione effetti come sangue, muzzle flash e così via, fosse importante per una buona resa.

Pomeriggio molto intenso, con un sacco di persone che si erano rese disponibili per ricoprire i ruoli che avevamo scelto, tutti curiosi di sapere poi come sarebbe andato, nella corsa frenetica che contraddistingue ogni anno questo tour-de-force che però sa sempre fornire elementi preziosi per migliorarsi. Ed infatti avendo a disposizione più persone per le riprese, avevamo molti più dettagli ed inquadrature differenti che in montaggio sarebbero state utili. la giornata finì che rimaneva solo una ripresa che avremmo potuto fare solo il mattino successivo.

Il montaggio e la post-produzione

Montaggio Video Cortometraggio NFF 2014

Il sabato e la domenica all’interno del Film Festival di Nonantola da quando ho iniziato a parteciparci significano solamente una cosa: montaggio sfrenato e post-produzione a più non posso! Dopo aver trasferito una cosa come 25Gb di riprese, ci siamo suddivisi il lavoro: chi si curava dell’audio lo ha pulito per bene, altri organizzavano un premontaggio, mentre io ero già sulle scene più ostiche: inserire la cupola nelle scene finali, aggiungere sangue e muzzle flash per ferite ed armi.

In questa edizione del Nonantola Film Festival mi sono sbizzarrito ad utilizzare queste features:

  • Element 3D di Videocopilot per la cupola, il logo della squadra partendo da Illustrator e passando per Cinema 4D;
  • – tracciamento delle clip dove ho applicato il sangue con Mocha AE (sempre fenomenale);
  • – interfaccia del drone con livelli forma ed espressioni sui livelli di testo;
  • – stabilizzazione delle clip un po’ mosse;
  • – esplosioni usando Optical Flare di Videocopilot;
  • – correzione colore applicando il file LUT ad ogni clip.

I 2 giorni si sono susseguiti con molto caffè, poche ore di sonno, Premiere ed After Effects aperti. Di quante risate ci siamo fatti in questi 2 giorni, così come i precedenti 2 ne ho perso conto!

Il cortometraggio

Questo è il cortometraggio che abbiamo presentato al Film Festival Nonantola 2014, buona visione!

Conclusioni

A distanza di quasi 2 settimane dalla conclusione del concorso di Nonantola, posso dire che in quei 4 giorni mi sono molto divertito per moltissimi aspetti, partendo dalle persone in primis che hanno potuto realizzarlo, impegnarsi, sudare e dormire poco dei quali ringrazio tutti indistintamente per il loro prezioso contributo. In questa occasione ho avuto modo di conoscere meglio alcune persone, riuscire a confrontarmi con la mia pazienza nelle fasi di montaggio (a volte stavo per sbarellare 😀 ), nel vedere di come l’insieme delle persone desse i suoi frutti di una bella collaborazione.

Infine mi sono divertito moltissimo ad applicare gli effetti come pensavo all’interno delle tempistiche da rispettare, per aumentare il livello tecnico. Grazie a questa esperienza, ho imparato come interagire meglio con chi fa le riprese, cosa poter richiedere in fase di storyboard per migliorare l’efficacia delle riprese, come coniugare le svariate parti assieme e di apprezzare quando tutti lavorano in modo coeso verso un obiettivo comune.

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